Vai al contenuto

Ricerca

a.a. 2025/2026

Nel corso dell’a.a. 2025/2026, la mia attività di ricerca ha proseguito filoni già avviati – educazione socio-emotiva, Service Learning, volontariato e partecipazione sociale, competenze e apprendimento dall’esperienza, ricerca-intervento nei sistemi organizzativi e territoriali – concentrandosi sull’apertura di nuovi contesti empirici, sullo sviluppo di dispositivi di ricerca e valutazione e sulla sistematizzazione e disseminazione dei risultati.

Un ambito nuovo e significativo è stato la collaborazione scientifica tra SIPeGeS e INAPP, a supporto delle attività tecnico-scientifiche svolte da INAPP per il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del Piano Nazionale per la Famiglia 2025–2027, del 6° Piano Nazionale Infanzia e Adolescenza 2025–2027 e del Piano Nazionale di prevenzione e contrasto dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minorenni 2025–2027.

Un secondo filone ha riguardato la Cultural-Historical Activity Theory (CHAT) e il Change Laboratory. La ricerca sul Service Learning è proseguita sul piano teorico e attraverso nuove sperimentazioni.

Nell’ambito delle attività del CESVOPAS, la ricerca su volontariato e partecipazione sociale ha spostato l’attenzione dal riconoscimento delle competenze maturate nel volontariato alla qualità e sostenibilità del percorso di partecipazione e alle pratiche organizzative di accompagnamento. La prospettiva è stata sperimentata nel progetto di ricerca-azione Accompagnamento Multi-Livello, avviato nel 2026 con Fondazione Punto Missione per costruire e sperimentare un modello di accompagnamento dei volontari nelle diverse fasi dell’esperienza. Il confronto internazionale è stato alimentato dal visiting del prof. Lucas Meijs, della Rotterdam School of Management – Erasmus University, collegando il lavoro del Centro agli approcci del volunteer management e della volunteer stewardship e facendo emergere possibili domande comparative di ricerca.

Un ulteriore sviluppo metodologico ha riguardato la valutazione partecipata di progetti sociali complessi. Nell’accompagnamento scientifico e metodologico al progetto FAMI FaR CENTRO – Famiglie e Rifugiati al Centro, ho collaborato a un sistema unitario di valutazione che integra gli indicatori quantitativi e amministrativi del programma con evidenze qualitative sulle traiettorie di autonomia.

È proseguita, infine, la ricerca sull’educazione socio-emotiva, approfondendo il rapporto tra relazione educativa, cura, competenze per la vita e formazione.

Nel complesso, l’attività dell’anno ha consolidato un orientamento di ricerca fondato sull’integrazione tra elaborazione teorica, ricerca empirica, ricerca-intervento e costruzione di strumenti operativi, con attenzione alle competenze professionali, all’apprendimento individuale e collettivo, alla partecipazione e alla trasformazione delle pratiche educative e organizzative. Oltre alle pubblicazioni scientifiche, i risultati comprendono report a supporto di politiche pubbliche nazionali, strumenti e modelli di valutazione, contributi a convegni nazionali e internazionali e sperimentazioni longitudinali in corso.

2022-2025

Uno dei principali filoni di ricerca sviluppati nel triennio 2022-2025 riguarda l’educazione socio-emotiva, in particolare nei contesti scolastici e dell’Istruzione e Formazione Professionale. Attraverso la partecipazione al progetto internazionale “3-H Project (Head, Heart, Hand)”, è stato possibile esplorare in profondità il ruolo delle abilità socio-emotive nella formazione dei giovani e nella professionalità docente, mettendo in luce l’urgenza di riconoscere la cura e la relazione come dimensioni fondanti dell’educazione. Il lavoro ha contribuito all’elaborazione di raccomandazioni condivise da enti di ricerca e istituzioni scolastiche, oggi oggetto di attenzione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito e in dialogo con l’OCSE. Su questo tema è stata pubblicata anche una monografia per i tipi di Mimesis.

Un altro tema di ricerca è stato il service-learning, inteso come pratica trasformativa capace di coniugare apprendimento accademico e partecipazione sociale. Gli studi hanno messo in evidenza il potenziale del service-learning nel promuovere benessere studentesco, riflessività e sviluppo di competenze in contesti autentici. Il lavoro ha contribuito ad approfondire l’interesse per questa metodologia nella pedagogia universitaria, attraverso pubblicazioni scientifiche, relazioni in convegni e la fondazione di un gruppo di lavoro nazionale dedicato.

Un ulteriore ambito riguarda il volontariato e la partecipazione sociale, analizzati come contesti educativi informali in grado di generare apprendimento, identità e senso civico. La ricerca ha evidenziato l’importanza di riconoscere e valorizzare le abilità maturate in queste esperienze, proponendo modelli valutativi e strumenti di accompagnamento. Tali risultati sono confluiti in pubblicazioni a carattere teorico-metodologico e in proposte operative rivolte tanto al mondo accademico quanto al terzo settore.

Un altro tema di ricerca ha riguardato il concetto di competenza e il suo rapporto con le abilità, con particolare attenzione alle professioni educative. L’analisi epistemologica ha permesso di chiarire la distinzione tra abilità come schemi di azione intelligenti e competenze come dispositivi generativi, capaci di mobilitare risorse in risposta a sfide sociali. Questo lavoro ha contribuito al dibattito sulla formazione nei contesti lavorativi complessi e sulla valutazione delle competenze nei percorsi educativi non formali.

Un ulteriore filone si è focalizzato sulla riflessività e sull’apprendimento trasformativo nei contesti professionali, specialmente in quelli educativi e di cura. Le ricerche hanno messo in luce due forme di riflessività – orientata alla soluzione e orientata all’umanizzazione – mostrando come il loro equilibrio sia cruciale per la sostenibilità del lavoro e per la formazione continua dei professionisti. Queste riflessioni hanno trovato espressione in saggi teorici e interventi in contesti di ricerca collaborativa.

La pedagogia universitaria è stata un altro ambito di interesse, affrontato nella sua triplice dimensione di motivazione, relazione e contesto. L’insegnamento è stato analizzato come esperienza educativa, orientata non solo alla trasmissione di contenuti ma alla trasformazione personale e collettiva.

Un ulteriore interesse di ricerca ha riguardato la pedagogia in prospettiva internazionale e comparativa. In particolare, si è approfondita la distinzione tra education come “teaching-learning” comparandola con l’accezione di “cura” portata dal termine italiano “educazione”, rilevando le implicazioni epistemologiche e operative di queste diverse concezioni. Il contributo si è orientato verso il riconoscimento del pluralismo teorico e culturale come valore fondante del dialogo pedagogico internazionale.

Infine, le metodologie qualitative e narrative – come l’uso della metafora, dell’intervista e della narrazione biografica – sono state oggetto di riflessione e sperimentazione. Tali strumenti si sono rivelati particolarmente efficaci per esplorare contesti educativi complessi, promuovere la riflessività e restituire profondità all’esperienza. Le ricadute si sono espresse in percorsi formativi, summer school e progetti di ricerca-azione con ricadute anche territoriali.

Approfondimenti